domenica 9 agosto 2009

SE POL o " NO SE POL" ?




E’ vero, Trieste per molti versi è la città del “No se pol”. No a questo, no a quello, no a tutto ciò che viene proposto.
Ma è proprio qua che dobbiamo analizzare profondamente la questione, ciò che viene proposto è oro colato oppure sono progetti veramente scarsi e non adatti alle potenzialità di questa città?
Trieste è il suo porto, spesso si sente ripetere questa cantilena che probabilmente viene da lontano per ricordare fasti ormai finiti ma che, con attualità, rappresenta ancora una incontestabile verità.

Oggi il porto langue? Trieste langue con lui!

Cosa si è fatto in sessant’anni per il porto di Trieste?
Lo si è depotenziato lasciandolo decadere, spendendo poco e male per aggiornare gli impianti, per creare nuovi collegamenti stradali e ferroviari atti a mantenerlo competitivo sul mercato, per eseguire le dovute e necessarie manutenzioni degli impianti e dei magazzini e mancando, nei tempi utili, di adeguare le politiche portuali triestine a quelle operate nei maggiori porti europei.

Trieste non si meritava questo.
Dopo una guerra che ha fatto scomparire gran parte del suo territorio facendo pagare a questa città uno dei prezzi più alti sia in termini economici che in termini strutturali.
Non si è voluto investire su quanto, in questa città, era ancora rimasto, il suo porto.

Oggi, ciò che viene proposto, per un fantasioso rilancio economico, sono:

1) Il parco del mare - (Genova insegna a quali “direi certezze di fallimento” si và incontro). Non siamo una città turistica, anche se timidamente qualcosa succede.
Una città turistica deve poter contare su migliaia di turisti settimanali, su di un contorno di alberghi, ristoranti, bar, negozi 24/24, per poter poi pareggiare i conti con gli investimenti fatti per eventuali impianti tipo “parco del mare”. Dove sono tutte queste cose? Si è pure deciso ultimamente di chiudere, alla domenica, anche i grandi centri commerciali. Cosa viene a fare un turista a Trieste? (scusate la domanda brutale)

2) Il recupero del porto vecchio alla città - Per farne cosa? Parcheggi, passeggiate o belle palazzine/ville? Soluzioni queste che potranno dare qualche servizio in più agli automobilisti e/o cittadini o qualche grosso ritorno economico alla potente lobby dei costruttori, ma certamente non creeranno possibilità di sviluppo economico e di vera crescita per la nostra città.

3) Il rigassificatore – Impianto che darà lavoro , dicono, ad un centinaio di addetti, ma accompagnato da un grandissimo problema di sicurezza, con problemi di mobilità portuale e probabilmente con possibili notevoli esborsi economici per la collettività. Si perché, se questo impianto dovesse non lavorare per quanto previsto (e questa è una probabilità non minima), i costi di tale perdita ricadrebbero, per contratto, sulla collettività. Ed ancora un’ultima ma non ultima considerazione: i depositi di combustibile, gli impianti di produzione di energia e riscaldamento, nelle case e ville in cui abitiamo, vengono collocati negli angoli più remoti, inutili e maggiormente nascosti e non nel giardino che invece adibiremo per accogliere gli ospiti e per rilassarci attorniati dal verde e dal bello. In questo caso invece bidoni enormi, di combustibili vari e centrali di produzione di energia, dove li mettiamo? In bella vista sul mare, dove scaricheremo pure liquami, scorie e schifezze varie, alla faccia della città turistica!

Ecco spiegato i perché del “no se pol”. I triestini non sono una popolazione da terzo mondo con cui si possono fare baratti con le perline di vetro (parco del mare, recupero del porto vecchio, rigassificatore) in cambio dell’oro che possediamo, costituito da un territorio meraviglioso di grandissimo valore, potenzialmente adatto a tutte le attività portuali (i nostri fondali sono unici in adriatico), ma potenzialmente adatto a qualsiasi altra iniziativa che abbia però caratteristiche di alta qualità per l’ambiente ed il territorio ed una altrettanto alta redditività sia in termini economici sia in termini occupazionali, condizioni queste indispensabili per una crescita equilibrata e socialmente positiva.

Datevi da fare tutti per, finalmente, far diventare Trieste la città che merita di essere!

Mario Marin
Cell.3474204292
Mail: mmarin@spin.it

martedì 19 maggio 2009

LOTTERIE sogno o realtà ?




L’Italia è veramente un paese strano, in tutto il mondo i vincitori delle lotterie nazionali hanno le foto a piena pagina sui quotidiani e settimanali, in Italia no!
La giustificazione che circola “nonsisàbenedachidetta” è perché così si protegge il vincitore da possibili problemi.
Ma di quali problemi si vagheggia?
Si vuole forse far credere che i problemi che si potrebbero avere dopo aver vinto qualche milione di euro sono diversi da chi i milioni di euro c’è gli ha da sempre?
I problemi, generati da una grande vincita di danaro, si equivalgono a quelli che i ricchi hanno circolando con le loro belle automobili, aerei/elicotteri, vivendo nelle loro bellissime ville, indossando i loro costosissimi gioielli e frequentando i molti luoghi “alla page” che esistono in Italia e nel mondo.
E poi la popolarità, a mio avviso, può costituire una valida protezione per chi diventa milionario piuttosto di un’oscura anonimità che lo lascia quale sicura preda indifesa a qualsiasi forma di sciacallaggio.
Ed allora perché nascondere la vincita alla lotteria ? Chi lo chiede e chi lo vuole?
Sono sicuro che nessuno rinuncerebbe a compilare la schedina se fosse obbligatorio scriverci sul retro il proprio nome e cognome. Nessuno rinuncerebbe a vincere dei milioni perché poi verrà messo sui giornali.
Osservando poi il piacere di apparire degli italiani, dimostrato dai vari reality show televisivi e dalla affollata partecipazione ai casting degli stessi, mi sembra improbabile che questa possa essere una ragione valida a giustificare una così ferrea anonimità per chi gioca e vince.
La questione invece mi fà sospettare che (Andreotti insegna) forse così è più facile architettare delle possibili truffe.
Il fatto che milioni di euro vengano controllati da un’ esiguo numero di persone mi mette in una certa proccupazione.
Mi sembra incredibile si possa dare una ragionevole spiegazione ad una procedura che in tutto e per tutto sembra fatta apposta per poter nascondere qualcosa e contemporaneamente non generi nessuna proficua promozione alla lotteria stessa.
Immaginate che bella pubblicità se il signor Mario Rossi di Milano viene intervistato dal telegiornale di RAI 1 che gli chiede come investirà il suo capitale?
Quali problemi ci sarebbero? Io non ne vedo anzi trovo che i cittadini si sentirebbero maggiormente stimolati a tentare la fortuna nel vedere in faccia i fortunati vincitori.
La trasparenza è un valore assoluto che può portare solo bene. Trasparenza vuol dire allontanare il buio del malaffare e la tentazione a delinquere.
Trasparenza vuol dire: “qua è tutto chiaro e limpido perciò puoi avere fiducia”

Chiedo che tutte le lotterie, per gli importi superiori ai 10.000 euro esigano la trasparenza del nome del giocare e lo rendano pubblico nel momento della vincita.

Una scelta di civiltà di chiarezza e di onestà.

Mario Marin

domenica 26 aprile 2009

Giorgio Pressburger candidato IDV al parlamento europeo

domenica 21 dicembre 2008

Trieste quota 7000 firme!

I Triestini hanno dimostrato una grande partecipazione, nella raccolta firme contro il "Lodo Alfano", superando abbondantemente tutte le previsioni fatte. I cittadini hanno apprezzato l'iniziativa fatta dal nostro partito rimasto oramai solo nel porre la "questione morale" come primaria neccessità della nostra politica a tutti i livelli.
Siamo stati soli in regione a protestare vivamente contro l'elezione di un condannato, all'importante commissione paritetica stato /regione, siamo stati soli a protestare contro l'eliminazione del difensore civico regionale avv. Caterina Dolcher. Queste ed altre battaglie ci vedono giornalmente impegnati nelle sedi istituzionali in cui siamo presenti e con queste azioni ci siamo guadagnati l'attenzione di un elettorato che ci premia costantemente, vedi elezioni regionali in Abruzzo e le indagini statistiche che ci indicano costantemente in crescita.

sabato 25 ottobre 2008

Trasparenza: a IDV di Trieste viene negata la possibilità di effettuare riprese video delle sedute del consiglio comunale.



Dopo quasi un mese , il presidente del consiglio comunale avv. Sergio Pacor, risponde con una indisponibilità, anche espressa dai capigruppo, alla richiesta fatta dal rappresentante IDV di Trieste Mario Marin in accordo con il responsabile regionale On. Carlo Monai, conseguentemente all’iniziativa “dalla parte dei cittadini” che Italia dei Valori sta svolgendo in tutta Italia, per effettuare delle riprese video delle sedute di consiglio comunale per poi diffonderle alla popolazione attraverso vari canali.

- “In relazione alla vostra richiesta, confermo la indisponibilità dell'Aula Consiliare per riprese non effettuate da testate giornalistiche o su incarico dell'Amministrazione.
Un tanto anche a seguito di parere unanime della Conferenza dei Capigruppo”
– con questa breve e sintetica risposta, il presidente, liquida un diritto del cittadino a “mettere il naso” nel palazzo.

Se pur vero che la giurisprudenza concede qualche distinguo in tal senso è anche vero che con questa risposta si evidenzia quanta sia la distanza che oramai separa il cittadino dalle istituzioni. Motivare questa decisione con qualche giusta considerazione di merito sarebbe stato indispensabile ma evidentemente non si è ritenuto necessario dare spiegazioni a chi , con spirito di servizio, chiede trasparenza nell’interesse generale della cittadinanza.

Italia dei Valori non accetta questa linea e contesta le posizioni oscurantiste di questa maggioranza, ne denuncia l’atteggiamento poco collaborativo assunto e si riserva ulteriori azioni per raggiungere l’obiettivo di un palazzo “trasparente” in cui non esistano veti di qualsiasi genere per il cittadino che è il vero e unico “padrone” del palazzo.


Mario Marin


3474204292

lunedì 10 marzo 2008

Perchè mi candido

Sono Mario Marin, coordinatore provinciale di Italia dei Valori di Trieste, Segretario Organizzativo e membro del consiglio direttivo regionale di Italia dei Valori Friuli Venezia Giulia.

Prima dipendente e poi imprenditore artigiano nel settore della comunicazione e dell' informatica con esperienze pluriennali nel campo dell'editoria e pubblicità editoriale.
Ho lavorato e lavoro ancora nel settore immagine e comunicazione dedicato alla grande industria.

La mia più che 40ennale esperienza a contatto con il mondo del lavoro metalmeccanico e del lavoro professionale mi ha dato la spinta per oggi occuparmi attivamente di politica e dei problemi legati alla vita dei lavoratori, sia essi dipendenti sia autonomi.

Ho lavorato per quasi 15 anni nell'ufficio pubblicità della Grandi Motori Trieste, ho lasciato il lavoro dipendente dando vita alla Publifoto di Trieste che ha operato per varie aziende triestine in primis l'Arsenale Triestino S. Marco fino alla sua chiusura e quindi vivendo anche il difficile travaglio delle maestranze dovuto a tale avvenimento.

Una realtà da me molto ben conosciuta è il porto di Trieste dove ho avuto modo di lavorare e conoscere le problematiche ad esso legate dando anche dei contributi personali in riguardo al recupero del porto vecchio e particolarmente della centrale idrodinamica in esso collocata.

La neccessità dello sviluppo di Trieste, della sua industria, del porto, del terziario, del lavoro artigiano e autonomo sono sono per me le ragioni primarie nella quale svolgere la mia azione politica.

Il mio impegno è di operare:

- per lo sviluppo dell'industria, della ricerca e del porto di Trieste, per una crescita occupazionale e qualitativa del lavoro e dei lavoratori triestini;

- per una dura lotta all'evasione fiscale e al lavoro nero che crea turbative nel mercato danneggiando tutti gli imprenditori onesti che sono attenti alla prevenzione degli infortuni e che pagano le tasse;

- per il riassetto e ottimizzazione dei servizi pubblici favorendo e premiando lo sviluppo delle competenze e delle professionalità, eliminando i doppioni e gli enti inutili;

- per lo sviluppo delle reti informatiche, dagli uffici alle case dei cittadini,al fine di favorire una amministrazione trasparente ed efficiente;

- per uno sviluppo compatibile con l'ambiente e la salute dei cittadini e dei lavoratori ;

- per mettere al centro la sicurezza del cittadino in ogni suo aspetto, sociale, economico, sanitario;

- per chiudere l'epoca dello spreco, del malcostume e del " no se pol " ma per cogliere le opportunità di un nuovo sviluppo all'insegna del merito e della moralità.

sabato 17 novembre 2007

Euro….che fregatura!


Ricordate il terremoto in Friuli? Era la sera del 6 maggio 1976, lo ricordo bene, alle ventuno e sei minuti la botta. Momenti di paura, di panico. Un fuggi fuggi generale, urla e scene da film. Gente per la strada che si guardava con occhi pieni di terrore e di domande,
Sarà finita? Tornerà ancora?
Purtroppo non era finita, nei giorni successivi ogni tg dava notizie sempre più terribili, devastanti. Il Friuli era sconvolto, interi paesi distrutti. I morti in continuo aumento.
Per molto tempo ancora abbiamo subito le scosse del terremoto ed ulteriori infomazioni di agghiaccianti notizie che rendevano sempre più chiaro l’enorme disastro che era accaduto.

Bene, ho parlato del terremoto in Friuli perché è in perfetta analogia di quanto è accaduto con l’evento dell’euro.
Da anni i governi europei parlavano di debito pubblico e di necessari adeguamenti al ribasso della spesa sociale per le pensioni di anzianità.
Ogni volta però che un governo tentava di introdurre qualche correttivo i sindacati (a mio giudizio giustamente) scatenavano la piazza e tutto rientrava. Questo è successo in Francia, in Germania, in Italia.
Ad un tratto però le banche centrali europee studiano, per una migliore integrazione europea, una nuova moneta, l’EURO.
Bel nome, ci immaginavamo quasi una moneta simile a quella dei famosi MONOPOLI, quella con cui si può comperare tutto quello che c’è sul tabellone.
Euro subito, euro piano piano, euro assieme alla lira. Le banche dicono: EURO SUBITO.
Tutti noi pensiamo: bello, andremo in Germania, Francia, Spagna ecc. sempre con la stessa moneta, bello! Niente calcoli per il cambio, niente fregature!

NIENTE FREGATURE????

Purtroppo , come il terremoto, da subito non ci siamo accorti di quello che era successo in un attimo.
Quello che NON ERANO RIUSCITI A FARE CON LEGGI NAZIONALI lo hanno fatto in un colpo solo a livello europeo!
Il cambio proposto era un po’ inquietante, 1936,27….per un EURO.
Insomma….1 euro per 1936,27 lire sembrava molto penalizzante però tutti ad assicurarci che nulla cambiava, cioè, il caffè al bar che costava 900 lire sarebbe costato SOLO 0,46 centesimi di EURO !!! Figo !!!
E le scarpe da 100.000 lire SOLO 51,64 EURO !! Figo!!
Ma poi abbiamo capito lentamente che pure il nostro stipendio e pensione subivano la stessa riduzione, e lentamente abbiamo capito pure che i prezzi delle merci non rimanevano fermi anche se sembravano piccoli ( doppia fregatura!) vista la divisione per due al ribasso che aveva portato la nuova moneta sulla lira.
Il caffè al bar non costa più 0,46 centesimi ma esattamente il doppio e scarpe da 51,64 euro non esistono quasi più. Mentre i nostri stipendi e le nostre pensioni sono rimaste esattamente allo stesso posto !!
Colpa dei commercianti ! Ma scusatemi, se il vostro stipendio non aumenta e magari lavorate alla ASL perché vengono aumentati i tiket?
Se avete lo stesso stipendio e vi aumenta l’ici, l’energia, l’affitto, gli alimentari, il combustibili, sono i commercianti ad avere la colpa o l’intero sistema economico?
L’adeguamento dei prezzi è un meccanismo che non viene controllato dal bottegaio sotto casa!! Tutto risponde a logiche che oramai sono determinate a livello europeo se non addirittura planetario. Se qualcuno ha dei dati diversi contesti pure queste affermazioni!

Se la verità è che l’Italia era alla bancarotta e l’unica salvezza era fare l’euro, allora mi spieghino perché certe fascie della popolazione ( LA CASTA) hanno potuto adeguare il loro potere d’acquisto e noi poveri mortali no.
Che i sindacati ci dicano finalmente da chi e perché abbiamo preso una fregatura del genere e perché nessuno ne ha parlato con sincerità fino adesso!

Fanno un casino per lo scalone che riguarda un numero limitato di casi e a confronto un danno esiguo e non una parola, non un accenno di protesta sul:
DIMEZZAMENTO COATTO DELLE PAGHE E DELLE PENSIONI !!!!
Sarebbe ora che ne parliamo no? Che ne dite?


Mario Marin
m.marin.ts@gmail.com