martedì 17 aprile 2007

Partito democratico?



Le coalizioni, sia a destra che a sinistra, cercano di compattarsi per eliminare le troppe conflittualità che esistono al loro interno. La coalizione di centro sinistra, nella necessità di raggiungere maggioranze idonee a vincere e governare, è stata costretta ad accorpare partiti ed idee molto eterogenee con conseguenze piuttosto negative per l’azione di governo del paese. Questa situazione politica ha fatto emergere la necessità di cercare una nuova strada che possa portare alla nascita di un nuovo forte grande partito che raccolga, sia la maggior parte del popolo di centro sinistra, sia tutti quei cittadini che vedono con favore la nascita di un nuovo partito che coaguli gli elettori di centro e quelli della sinistra riformista.
Risulta chiarissima la volontà di una riduzione delle correnti, delle frammentazioni, delle piccole realtà, che si vogliono però non eliminare, ma far confluire nel nuovo partito raccogliendole così finalmente in un’unica realtà politica che possa rappresentare una maggioranza coesa, portatrice di istanze nuove e condivise.

Per partire bene però bisogna ridurre al minimo l'influenza dei partiti ed esaltare al massimo la partecipazione popolare.

Sembra perciò logico che questa costruzione deve avvenire in un clima di chiarezza estrema libera dai personalismi e pronta a qualsiasi rinuncia. Questa operazione deve partire dalla gente e con la gente deve progredire sino a suo compimento finale. La gente deve proporre e disporre. Ogni passo deve essere fatto attraverso la consultazione popolare, che esprimerà le sue scelte, senza nessuna imposizione preventiva dei vertici.
Ogni partito aderente deve rinunciare ad esercitare diritti di veto o di imposizione, se si vuole veramente voltare pagina. Per far nascere un partito veramente nuovo la matematica non aiuta. Le vecchie percentuali possono essere considerate solo come una ipotetica indicazione di massima e non costituire preferenze o preclusioni per nessuno. Non ci possono essere volti , idee nuove e neppure un partito nuovo se gli attuali detentori di potere non accetteranno di fare molti passi indietro lasciando finalmente sbocciare questo fiore che tutti , a parole, vogliamo far nascere.

Mario Marin
Sez. IDV di Trieste

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